Analizzare un testo narrativo non è mai un’operazione immediata. A differenza della poesia, dove la struttura e le figure retoriche spesso “saltano agli occhi”, la prosa si muove in modo più fluido e meno visibile: significati, temi e scelte stilistiche sono intrecciati alla storia e ai personaggi, e richiedono attenzione, metodo e allenamento per essere messi a fuoco. Proprio per questo motivo, è importante avvalersi di una guida per orientarsi nella complessità del testo, a scomporlo nei suoi elementi essenziali e a leggerlo in modo più consapevole e profondo. In questo post presento una scheda per l'analisi di un testo narrativo, da vedere non come una gabbia rigida ma come un metodo per osservare il testo con ordine, coglierne i meccanismi narrativi e trasformare la lettura in uno strumento di comprensione critica. CONTESTUALIZZAZIONE Autore: ___________________________________________________ Titolo dell'opera: ____________________________________________ ...

Introduzione
Il Viandante sul mare di nebbia è un olio su tela realizzato da Caspar David Friedrich nel 1817-1818, conservato ad Amburgo, Kunsthalle.Esso è considerato il manifesto della pittura romantica poiché in essa il pittore sintetizza i principi del Romanticismo (l'infinito, il sublime, il viaggiatore, ...), unendoli in un contesto efficace e comunicativo.
Descrizione
Il dipinto rappresenta un uomo di spalle, appoggiato ad un bastone da viaggio, sopra uno spuntone roccioso, il quale guarda solitario un immenso paesaggio alpino all’alba. Esso è caratterizzato dalle cime dei monti, alcune ricoperte da radi alberi, che emergono fra i banchi di nebbia.Il viandante si trova al centro del dipinto in primo piano e sta, evidentemente, contemplando lo spettacolo naturale romantico e sublime che ha di fronte. Sotto di lui, oltre lo sperone sale la nebbia che lascia intravedere alcune cime coperte da radi alberi più in basso. Verso l’orizzonte si aprono nuovi scenari di montagne alte e impervie. Il cielo è denso di nubi verso l’alto e di strati di nubi più calmi verso il basso che si fondono con il mare di nebbia.
Nonostante la grande massa triangolare dello sperone roccioso e la sagoma nera del viandante, i colori emergono in modo evidente nel dipinto.
I colori scuri del paesaggio montano dell’Elbsandsteingebirge della Boemia, ingrigiti dalla prospettiva aerea di natura leonardesca, e il verde petrolio degli abiti del viandante si fondono con i colori caldi del cielo riflessi dalla fitta nebbia.
Colori chiari e brillanti come blu e rosa sono distribuiti armonicamente nel cielo e nella nebbia, mescolandosi intensamente con il grigio perla dei vapori che si innalzano verso il cielo. I colori utilizzati dall'artista esprimono in modo tangibile l'atmosfera cristallina e pungente di alta montagna. Sulle rocce abbondano, invece, colori che ricordano la pietra umida, muschi e licheni.
Queste tonalità di colore e il forte contrasto tra luci ed ombre conferiscono al dipinto un’atmosfera suggestiva, al punto da suscitare nell’osservatore un senso di stupore e di grandiosità sospesa, esprimendo al meglio la poetica del sublime.
I temi e lo stile
L’artista attraverso questo dipinto, considerato il manifesto della pittura romantica, vuole trasmettere la maestosità della natura, la cui grandezza è in grado di annullare l’individualità dell’uomo, considerato un “temporaneo viandante”, al quale non rimane altro che contemplarla.
Il viandante davanti al mare di nebbia, infatti, è rivolto di schiena al fine di permettere una identificazione con l’osservatore; l'artista stimola, così, ognuno di noi di immedesimarsi in quel viandante e di perdersi nel paesaggio per entrare in empatia con le emozioni che Friedrich ci vuole suscitare.
Il viandante non è però un osservatore passivo, ma, piuttosto, un contemplativo e attraverso il sentire emotivo riflette filosoficamente sulla propria natura ed esistenza umana in confronto con la potenza della natura. L’uomo è indifeso e misero di fronte al meraviglioso infinito naturale che ha di fronte. Il mare di nebbia rappresenta questa condizione della quale l’uomo romantico ha consapevolezza. Il viandante si perde così nella contemplazione del mare di nebbia e questa perdita annulla la sua individualità in una sorta di nirvana esoterico. (Si ricorda un verso della poesia L'infinito di G. Leopardi: "E il naufragar m’è dolce in questo mare").
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