Analizzare un testo narrativo non è mai un’operazione immediata. A differenza della poesia, dove la struttura e le figure retoriche spesso “saltano agli occhi”, la prosa si muove in modo più fluido e meno visibile: significati, temi e scelte stilistiche sono intrecciati alla storia e ai personaggi, e richiedono attenzione, metodo e allenamento per essere messi a fuoco. Proprio per questo motivo, è importante avvalersi di una guida per orientarsi nella complessità del testo, a scomporlo nei suoi elementi essenziali e a leggerlo in modo più consapevole e profondo. In questo post presento una scheda per l'analisi di un testo narrativo, da vedere non come una gabbia rigida ma come un metodo per osservare il testo con ordine, coglierne i meccanismi narrativi e trasformare la lettura in uno strumento di comprensione critica. CONTESTUALIZZAZIONE Autore: ___________________________________________________ Titolo dell'opera: ____________________________________________ ...

“Per quel
giorno che l’amor mio” è il 63esimo sonetto che appartiene alla raccolta “Sonnets”,
costituita da 154 sonetti, elaborato dal drammaturgo e poeta inglese William
Shakespeare.
A differenza degli altri componimenti, l’autore non specifica esplicitamente il destinatario dell’opera.
In questa poesia, il poeta esprime tutta la sua preoccupazione sull’influenza inevitabile del tempo sulla bellezza del suo amore.
Egli immagina che la bellezza del giovane, a livello estetico, purtroppo, svanirà quando diventerà vecchio, “sgualcito e logorato” come Shakespeare. Addirittura, il tempo prosciugherà il sangue del suo amato e solcherà di linee e di rughe il suo bel viso.
Questo sonetto evidenzia il frantumarsi delle immagini dovuto agli effetti del tempo. L’autore, tramite metafore, paragona la bellezza giovanile alla ricchezza, mentre la vecchiaia e la morte alla notte.
L’amore profondo dell’autore per il giovane amante rimane il tema dominante di questo sonetto, in cui esalta la bellezza e la giovinezza del ragazzo.
Shakespeare, nella terza quartina, è amareggiato dal fatto che questo legame profondo rimane sfalsato proprio dalla sostanziale differenza d’età.
Nel distico, Shakespeare chiude il sonetto affermando la necessità di immortalare questa eterea bellezza; infatti, secondo Shakespeare l’unico modo per raggiungere tale scopo è scrivere un componimento nel quale racchiude tutto il suo amore per il giovane.
Esso sarà letto dalle generazioni future e, così, renderà eterno il ricordo dell’amato, sottraendolo all’azione devastatrice del tempo.
A differenza degli altri componimenti, l’autore non specifica esplicitamente il destinatario dell’opera.
In questa poesia, il poeta esprime tutta la sua preoccupazione sull’influenza inevitabile del tempo sulla bellezza del suo amore.
Egli immagina che la bellezza del giovane, a livello estetico, purtroppo, svanirà quando diventerà vecchio, “sgualcito e logorato” come Shakespeare. Addirittura, il tempo prosciugherà il sangue del suo amato e solcherà di linee e di rughe il suo bel viso.
Questo sonetto evidenzia il frantumarsi delle immagini dovuto agli effetti del tempo. L’autore, tramite metafore, paragona la bellezza giovanile alla ricchezza, mentre la vecchiaia e la morte alla notte.
L’amore profondo dell’autore per il giovane amante rimane il tema dominante di questo sonetto, in cui esalta la bellezza e la giovinezza del ragazzo.
Shakespeare, nella terza quartina, è amareggiato dal fatto che questo legame profondo rimane sfalsato proprio dalla sostanziale differenza d’età.
Nel distico, Shakespeare chiude il sonetto affermando la necessità di immortalare questa eterea bellezza; infatti, secondo Shakespeare l’unico modo per raggiungere tale scopo è scrivere un componimento nel quale racchiude tutto il suo amore per il giovane.
Esso sarà letto dalle generazioni future e, così, renderà eterno il ricordo dell’amato, sottraendolo all’azione devastatrice del tempo.
Commenti
Posta un commento