Analizzare un testo narrativo non è mai un’operazione immediata. A differenza della poesia, dove la struttura e le figure retoriche spesso “saltano agli occhi”, la prosa si muove in modo più fluido e meno visibile: significati, temi e scelte stilistiche sono intrecciati alla storia e ai personaggi, e richiedono attenzione, metodo e allenamento per essere messi a fuoco. Proprio per questo motivo, è importante avvalersi di una guida per orientarsi nella complessità del testo, a scomporlo nei suoi elementi essenziali e a leggerlo in modo più consapevole e profondo. In questo post presento una scheda per l'analisi di un testo narrativo, da vedere non come una gabbia rigida ma come un metodo per osservare il testo con ordine, coglierne i meccanismi narrativi e trasformare la lettura in uno strumento di comprensione critica. CONTESTUALIZZAZIONE Autore: ___________________________________________________ Titolo dell'opera: ____________________________________________ ...
Prima pagina del SecretumSecretum o De secreto conflictu curarum mearum ("Riguardo al segreto conflitto delle mie angosce") è un'opera scritta in latino da Francesco Petrarca composta da tre libri, i quali illustrano un dialogo tra il poeta e il santo e filosofo Agostino d'Ippona riguardo i peccati capitali.
Esso viene divulgata fra il 1378 ed il 1379 grazie al monaco fiorentino Tedaldo della Casa.
Secretum, tuttavia, non si presenta come un'opera frammentaria bensì con una struttura organica, ben definita e organizzata.
Secretum, tuttavia, non si presenta come un'opera frammentaria bensì con una struttura organica, ben definita e organizzata.
In quest'opera Petrarca si sofferma principalmente sull'accidia; infatti, confessa al santo di esserne affetto.
Il filosofo, in qualità di guida spirituale, cerca di spiegare al poeta la difficoltà di gestire un peccato di cui egli stesso è stato vittima.
L'opera acquista così una profonda meditazione religiosa che scaturisce principalmente da un continuo esame di coscienza da parte del poeta.
Petrarca si sdoppia in due personaggi che sono entrambi proiezioni della sua coscienza eternamente in conflitto.
Agostino, invece, rappresenta la coscienza suprema che, nell'animo di Petrarca, fruga facendo emergere una verità spesso sgradevole.
Il secondo personaggio si identifica in Petrarca-peccatore, debole, fragile che, pur volendo migliorare se stesso, non riesce a staccarsi dal mondo terreno e dalle sue tentazioni.
Egli, infatti, spesso ricerca la gloria, gli onori, la fama, l'amore carnale, ecc... .
Nel primo libro Agostino rimprovera a Petrarca la debolezza della sua volontà, in quanto, secondo il pensiero del filosofo, essa genera il male.
Nel secondo libro sant' Agostino, dopo aver analizzato tutti i peccati capitali, dedica una particolare attenzione alla accidia, malattia che affligge Petrarca.
La differenza è fondamentale tra la posizione assunta dall'autore che definisce l'amore per Laura e la ricerca del successo come due aspirazioni umane; per questo motivo, il suo approccio diventa molto superficiale.
Sant'Agostino, invece, evidenzia l'atteggiamento troppo minimalista rispetto al problema.
In realtà, egli è sicuro che Petrarca è afflitto da un profondo malessere che lo porta all'incapacità di disciplinarsi e di decidere i suoi comportamenti di volta in volta, alla luce della ragione e di un'etica che ogni essere umano dovrebbe avere ed interpellare sistematicamente.
Questi concetti verranno revisionati nel terzo libro.
La crisi di Petrarca è emblematica nel momento storico in cui vive giacché si verifica il disgregarsi della spiritualità medievale, aspetto che rimane molto lontano dall'Umanesimo.
L'intera opera è dotata di uno stile limpido ed armonioso ed un registro linguistico caratterizzato da termini aulici, religiosi e numerosi latinismi.
Il risultato è che Petrarca esprime con chiarezza i suoi tormenti interiori.
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